Stare a casa: perchè è un’indicazione salvavita

Condividi:

Ecco il secondo articolo della rubrica #seguilmedico.

Oggi approfondiamo un argomento particolarmente “scottante” e spesso frainteso a tema Coronavirus:

STARE A CASA: PERCHÉ’ E’ UN’INDICAZIONE SALVAVITA

Lo dice il Presidente del Consiglio Conte, lo dicono i medici, lo rilanciano gli hashtag: bisogna stare a casa per fermare il contagio da Coronavirus.

Perché è così importante la quarantena?

Il Coronavirus è altamente contagioso e per diffondersi utilizza dei mezzi decisamente comuni: le gocciole di saliva e le mani. Basta entrare in contatto stretto (meno di un metro) con una persona malata per rischiare di infettarci noi stessi.

Inoltre, una percentuale di persone che contraggono il virus non manifesta i sintomi per cui non sa di averlo. A quanto ammonti questa percentuale precisamente non si sa, i primi studi condotti hanno stimato una prevalenza che oscilla tra il 18 ed il 33%.

Gli asintomatici possono trasmettere il virus?

Non ci sono evidenze chiare ma sappiamo che le persone asintomatiche infettate hanno lo stesso numero di particelle di virus di quelle sintomatiche. Ipotizzando quindi che anche gli asintomatici possano trasmettere il virus, vista l’alta percentuale di asintomatici la possibilità di contagio “silente” non è per niente trascurabile.

Un paziente sintomatico, prima di diventare tale, può trasmettere il virus?

I dati raccolti finora fanno ipotizzare che sia possibile trasmettere l’infezione anche prima di manifestare i sintomi, ovvero quando si è convinti di stare bene.

Esiste l’immunità di gregge per il Coronavirus?

Il Primo Ministro inglese Boris Johnson ha fatto una dichiarazione alla stampa che ha creato molti dubbi: lasciare che il virus si diffonda per creare un’immunità di gregge.

L’immunità di gregge si basa sul principio che, se in una comunità il 95% delle persone sono immuni ad un virus, questo non riuscirà a diffondersi per cui non colpirà quel 5% della popolazione non immune. E’ il principio che sta alla base della copertura vaccinale.

Noi però non sappiamo se il Coronavirus che sta circolando ora crei un’immunità duratura in chi lo contrae: non possiamo quindi escludere che una persona, già infettata una volta, si infetti una seconda volta.

L’immunità di gregge si riesce a creare solo con un vaccino: lo scopo del virus è sopravvivere, infetta l’ospite per potersi replicare e diffondere. Il modo per prevenirne il contagio è creare un vaccino che gli renda impossibile infettare la persona vaccinata.

In conclusione, non sapendolo potremmo essere vettori del virus rischiando di infettare altre persone che potrebbero sviluppare una polmonite virale.

Rimanere a casa può si essere noioso ma è l’unica arma che abbiamo per fermare il contagio nell’attesa che gli scienziati riescano a sviluppare un vaccino e una terapia efficace.

Dott.ssa Annalisa Cespiati

Condividi:

About Author

Medico in formazione specialistica in Medicina Interna.

Domande disattivate.

® Proprietà di Sei Di Gaggiano Se...