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Paura del giudizio degli altri

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Ti è mai capitato di evitare di dire la tua durante una riunione? Oppure di trovarti un po’ a disagio quando sei in un gruppo di persone che conosci poco? O magari di rinunciare a fare qualcosa in presenza di altri, perché hai il dubbio che potrebbero trovarlo strano?

E’ una paura che solo alcuni provano ma chi la sperimenta fa fatica a sentirsi rilassato, teme le situazioni di gruppo e tende a rimanere sempre tra le persone che conosce e di cui si fida. Quando non ha scelta e deve stare insieme a persone poco conosciute cercherà di comportarsi nella maniera che pensa sia giusta, quella che lo mette al riparo da sguardi o giudizi negativi, magari evitando di esprimersi e limitandosi a essere gentile e dire frasi di circostanza.

Quanto poco vedono ciò che è, coloro che danno i loro frettolosi giudizi su ciò che sembra.
(Robert Southey)

La vita è fatta di socialità e ci capita spesso di essere in presenza di altri, magari poco conosciuti, e diventa dunque faticoso sforzarsi e fingersi diversi da quello che si è o trattenersi dal dire quel che si sente o si pensa per timore che qualcuno possa giudicarci male.

Se poi per un attimo ci si pensa razionalmente è più che probabile che gli altri non siano attenti a quello che facciamo e che non abbiano alcuna intenzione di dare un giudizio su di noi, anzi spesso sono più indulgenti nei nostri confronti di quanto noi riusciamo a essere

Qualcuno dice che questa paura sia un’eredità di quando eravamo uomini primitivi e quella di vivere in gruppo era una necessità perché stare da soli significava affrontare pericoli e fatiche da soli e in questo caso il rischio di non farcela era molto alto. Questa spiegazione, per quanto affascinante, non spiega però perché alcuni di noi siano così attenti a quel che pensano gli altri mentre altri sembrano pensarla all’opposto cioè si disinteressano al parere altrui e fanno quel che gli salta in mente senza troppe cerimonie.

E’ invece possibile capire e spiegare la paura del giudizio se si pensa al contesto in cui sono vissute coloro che hanno questa paura; spesso infatti è una sensazione “ereditata” da uno dei genitori, anch’esso attento a ciò che pensano gli altri, magari competitivo nei confronti dei propri figli e intimamente insicuro tanto da richiedere anche al partner (l’altro genitore) di essere accomodante con lui/lei.

In una situazione del genere sono gli stessi figli a “rimanere un passo indietro” per non mettere in ombra la figura del genitore impaurito dal confronto e bisognoso dunque di sentirsi più bravo degli altri

Il miglior modo di vincere la paura di quel che pensano gli altri è quindi capire quando e per chi abbiamo deciso di doverci sentire insicuri di noi stessi.

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About Author

Davide Baventore è uno psicologo clinico e lavora con individui, coppie e famiglie che vogliono stare meglio e risolvere situazioni complicate o conflittuali. Tra le sue aree di competenza ci sono il lavoro con le persone con umore depresso, con ansia o attacchi di panico, coppie in difficoltà o famiglie in cui uno dei membri presenti una difficoltà (fobia scolare di un figlio, problemi alimentari, irascibilità e aggressività). Insieme alla collega Arianna Usilla ha fondato a Gaggiano il progetto Spazio Villaggio, dedicato ai bambini e alle loro famiglie. Riceve a Gaggiano presso il centro socio-sanitario in Piazza Cavalieri di Vittorio Veneto 4 e a Milano in Via Ozanam 10 (Fermata Lima della metropolitana rossa e Loreto della metropolitana verde, fermata Porta Venezia del passante ferroviario). Per informazioni scrivere ad accoglienza@spaziovillaggio.it oppure telefonare al 347 03 60 010

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