Il tradimento nella coppia

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Non c’è alcun dubbio: subire un tradimento è una delle cose peggiori che possano capitare nella vita di coppia ed è sicuramente una delle prima cause di rottura del legame sentimentale. Oggi per la rubrica “Lo spazio dello psicologo” analizzerò questo tema.

Si dice che questa sia l’epoca dell’amore romantico perché a differenza del passato non abbiamo vincoli o imposizioni nella scelta della persona con cui vogliamo costruire la relazione. Ci innamoriamo e  scegliamo liberamente la persona con cui dividere la vita, perché è quella che ci fa sentire felici, capiti e ci dà buone speranze di poter costruire un futuro felice insieme.

Paradossalmente, un tempo si ricorreva all’adulterio come spazio in cui cercare il vero amore. Oggi che cerchiamo l’amore nel matrimonio, l’adulterio lo distrugge.

Esther Perel

Ma per fare tutto questo c’è una condizione indispensabile da rispettare: l’esclusività. Una relazione per essere intima e distinguersi dall’amicizia deve essere esclusiva, cioè dev’essere l’unico spazio in cui si possono fare certe cose. In cima alla lista delle attività esclusive nella coppia c’è il sesso, naturalmente, e a seguire ci sono tutti i comportamenti “di corteggiamento”, un certo tipo di vicinanza fisica, ecc.
Il tradimento rappresenta dunque la rottura di questa esclusività e la violazione del patto sul quale si fondava la relazione; ecco che quando si scopre un tradimento la coppia dovrà decidere cosa fare, se cercare di “riparare” la relazione oppure prendere atto della sua fine.
Ad alcuni la decisione viene facile perché chi viene tradito sente che il tradimento è “irreparabile” e quindi non vede altra via che la separazione, ma in altre situazioni può succedere che entrambi – traditore e tradito – vogliano riprovare a costruire un’intimità. Questo a mio parere è possibile solo a patto che si capisca prima il significato del tradimento, perché se tutte le relazioni sono diverse anche i tradimenti sono differenti.

Qui di seguito provo, a titolo di esempio, a elencarne alcune tipologie che trovo spesso nel lavoro con le coppie e che danno un’idea delle molteplicità di significati che possono essere alla base dello stesso comportamento, con implicazioni profonde nella possibilità di salvare la relazione di coppia.

Il tradimento seriale: è il caso di uomini e donne che durante il matrimonio tradiscono ripetutamente e costantemente il partner. In questo caso il tradimento rappresenta per il traditore un mezzo per colmare qualche suo bisogno specifico, che però nemmeno lui/lei sa di avere. Di solito i traditori seriali hanno partner che non si accorgono del tradimento fino a quando, per caso, non incontrano un’evidenza troppo grossa per lasciarsela sfuggire (la ricevuta di un albergo, una telefonata, un messaggio, una evidente menzogna).
il traditore seriale scoperto però non ha nessuna intenzione di lasciare il partner e sarà pronto a giurare che si è trattato solo di una piccola insignificante “avventura” e che non accadrà mai più.

Il tradimento comunicativo: si dice sempre che la comunicazione nella coppia sia fondamentale, ma è pur vero che non tutti riescono a dirsi che c’è qualcosa che non va nella loro relazione anche perché per parlarne bisogna prima accorgersene. Il traditore “comunicativo” tradisce proprio perché la comunicazione nella coppia è fallita e in quella situazione solo un avvenimento eclatante che minaccia la coppia può costringere i due membri a fermarsi e a riflettere su cosa non sta funzionando nella loro relazione.
Non sto dicendo che il traditore faccia tutto consapevolmente ma inconsciamente riesce a dare una “scossa” a una situazione che altrimenti può solo andare alla deriva. In casi come questo il recupero della relazione è più facile e richiede un lavoro per capire che cosa i partner non stavano riuscendo a dirsi.

Il tradimento da “doppia vita”: succede raramente (ma succede) di incontrare coppie, spesso con molti anni di vita insieme e diversi figli, in cui uno dei partner ha mantenuto per anni una relazione parallela. La particolarità è che il partner traditore non è saltato da un’avventura a un’altra ma ha costruito un’altra relazione significativa e stabile, spesso usando rocamboleschi sotterfugi per frequentare l’amante anche in momenti particolari dell’anno (le feste natalizie, le vacanze estive…), Spesso il partner traditore mantiene questa doppia relazione perché anche all’amante va bene godersi solo i momenti migliori (cene, vacanze, passeggiate, fughe romantiche) e quindi non ha interesse a rompere la coppia “ufficiale”.
Il ruolo del partner tradito è però cruciale in queste situazioni perché la sua eccessiva ingenuità fa sì che non si accorga mai che c’è un tradimento in atto, finché – magari dopo molti anni – non inciampa in una prova troppo evidente da poter essere tralasciata.

Il tradimento “di conferma”: a qualcuno potrà sembrare strano ma alcune persone possono cercare all’esterno la conferma della bontà della propria relazione. Può capitare in quelle coppie che stanno insieme da molto tempo e i cui membri non hanno avuto in precedenza molte altre esperienze sentimentali. Non avendo molti termini di confronto per giudicare il funzionamento della propria coppia la “scappatella” diventa quindi il modo di dare una risposta alla domanda “il mio partner è giusto per me?”. Spesso il tradimento rimane un’esperienza isolata che dà modo al partner traditore di rendersi conto che non c’è nulla di speciale al di fuori della sua coppia e che può tornare a dormire sonni tranquilli. Poiché spesso in questi casi il tradimento è un’esperienza isolata può anche capitare che il partner non lo venga mai a scoprire.

Il tradimento della crisi: è quello a cui in genere pensiamo quando si parla di tradimento. Pensiamo cioè – e in alcuni casi è vero – che se c’è stato un tradimento probabilmente c’è una crisi nella coppia che lo motiva. In questi casi spesso il tradimento viene svelato proprio dal partner traditore che così apre “ufficialmente” la crisi nella coppia. Per cercare di recuperare la relazione di coppia bisogna capire che cosa ha creato la crisi precedente al tradimento.

Il tradimento del “dominio”: succede spesso con le persone che amano avere il controllo sugli altri e tra i traditori ci sono spesso manager o importanti dirigenti che passano la vita in giro per il mondo per motivi di lavoro e si trovano un amante “in ogni porto”. A spingerli al tradimento c’è spesso un aspetto di competitività: devono dimostrare di poter conquistare quella persona e portarla ad essere dipendente da loro. Difficilmente smetteranno questo loro comportamento, anche dopo un’eventuale separazione della coppia “ufficiale”.

Il tradimento da relazione parziale: si verifica quando i partner di una relazione hanno aderito a un’idea di coppia stereotipata. Visti dall’esterno magari sembrano la “famiglia del Mulino Bianco” ma in realtà nella loro coppia mancano alcune “componenti fondamentali”. Possono ad esempio aver aderito a un’idea della coppia come mezzo per creare una famiglia e aver tralasciato di curare alcuni aspetti della propria relazione (il divertimento, il sesso, ecc). In questa situazione il tradimento diventa un modo per cercare all’esterno quello che all’interno della coppia non si può trovare, e l’amante diventa quindi una sorta di sostituto del partner per specifiche attività.

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About Author

Davide Baventore è uno psicologo clinico e lavora con individui, coppie e famiglie che vogliono stare meglio e risolvere situazioni complicate o conflittuali. Tra le sue aree di competenza ci sono il lavoro con le persone con umore depresso, con ansia o attacchi di panico, coppie in difficoltà o famiglie in cui uno dei membri presenti una difficoltà (fobia scolare di un figlio, problemi alimentari, irascibilità e aggressività). Insieme alla collega Arianna Usilla ha fondato a Gaggiano il progetto Spazio Villaggio, dedicato ai bambini e alle loro famiglie. Riceve a Gaggiano presso il centro socio-sanitario in Piazza Cavalieri di Vittorio Veneto 4 e a Milano in Via Ozanam 10 (Fermata Lima della metropolitana rossa e Loreto della metropolitana verde, fermata Porta Venezia del passante ferroviario). Per informazioni scrivere ad accoglienza@spaziovillaggio.it oppure telefonare al 347 03 60 010

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