E’ possibile infettarsi una seconda volta con il COVID-19?

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Nell’articolo di oggi della rubrica #seguilmedico affronteremo una domanda da un milione di dollari.

Premetto che non riuscirò a darvi una risposta certa ma vi aggiornerò su quello che si sa ad oggi e ragioneremo su come dovremmo comportarci nella fase 2 della pandemia.

E’ POSSIBILE INFETTARSI UNA SECONDA VOLTA CON IL COVID-19?

Per dirlo con certezza è ancora presto. Chi si  è infettato con il nuovo Coronavirus ha manifestato una prima infezione e non siamo, ad oggi, a conoscenza di soggetti guariti dal Coronavirus e che si sono reinfettati. Non abbiamo però dei dati che ci consentono di escludere la possibilità di una reinfezione.

E’ possibile venire infettati due volte dallo stesso virus?

Parlando in linea generale sì, è possibile. Ma non per tutti i virus. Per alcuni, come quello del morbillo o dell’epatite A, una volta presa l’infezione (o una volta vaccinati) si è immuni a vita. Ricordate gli anticorpi di cui abbiamo parlato nell’ultimo articolo? I soldati più specializzati, le IgG, sono in grado di fornire una memoria anticorpale: il virus ci infetta, il nostro sistema immunitario genera gli anticorpi contro quel virus e così riusciamo a sconfiggere l’infezione. Se lo stesso virus ci infetta una seconda volta, i nostri soldati scelti, le IgG, ricordano di aver già combattuto contro quell’intruso per cui lo riconoscono e debellano prima che possa creare danni. Se questo vale per il morbillo, l’epatite A ecc. non vale però per altri virus.

Come può un virus eludere il nostro sistema immunitario?

Dipende da quanto è capace di “mascherarsi”. Ci sono virus che, quando si moltiplicano per creare nuovi cloni di sé, commettono degli errori. Questi errori modificano il codice genetico del virus e fanno sì che, una volta assemblato, assuma un aspetto diverso dal virus originale che ci ha infettato. A questo punto i nostri soldati IgG, che sono molto bravi a riconoscere ciò che conoscono, non riconoscono più il virus come quello originario per cui il nostro sistema immunitario deve montare una risposta da zero ma, intanto, si crea danno e noi possiamo manifestare i sintomi della malattia.

Un virus su tutti che si comporta così è il virus influenzale. Questo è il motivo per cui, ad ogni stagione, rischiamo di ammalarci e, anche se facciamo il vaccino, l’anno dopo dobbiamo ripeterlo.

Il Coronavirus come si comporta?

Come detto all’inizio, è troppo presto per dare una risposta sicura. Il COVID-19 però appartiene alla famiglia dei Coronavirus a cui appartengono anche altri virus che conosciamo meglio, come quello della SARS.

Il primo caso di SARS l’abbiamo identificato nei primi anni 2000 e ad oggi, dopo circa 17 anni, non sono stati riportati casi di pazienti reinfettati due volte con il virus della SARS. Buona notizie quindi? Purtroppo, non possiamo trarre una certezza da questa osservazione perché, anche se appartenenti alla stessa famiglia, SARS e COVID-19 sono diversi, quest’ultimo ha un tasso di diffusione e contagiosità nettamente superiore alla SARS.

In conclusione, è ancora presto per capire se una persona, nonostante sia guarita, rimanga a rischio reinfezione. Per questo motivo, quando verrà avviata la fase 2 sarà comunque importante per tutti rispettare le norme igieniche che abbiamo attuato fin’ora (evitare assembramenti, igiene delle mani, mascherine ecc), almeno fino a quando non avremo dati scientifici più definiti.

Dott.ssa Annalisa Cespiati

E’ attiva la possibilità di fare domande inerenti all’articolo. Se avete dubbi, curiosità, perplessità in merito a quanto scritto, non esitate a commentare! Preciso però che non verranno fornite risposte a domande sul proprio stato di salute in quanto internet non è la sede più adatta ma, in questi casi, bisogna rivolgersi al proprio medico di famiglia.

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Medico in formazione specialistica in Medicina Interna.

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