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ASCIUTTA TOTALE, RIPULITO IL LETTO DEL NAVIGLIO GRANDE

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In occasione dell’attuale asciutta del Naviglio Grande si è provveduto con dei trattori a ripulire il letto del canale, eliminando tutte le erbe secche e anche alcuni rifiuti presenti da anni sul fondo. L’attuale asciutta totale è iniziata il 21 gennaio scorso e si concluderà, salvo variazioni climatiche, il 25 marzo, vale a dire lunedì prossimo, mentre quella autunnale è già stata stabilita dal 16 settembre al 25 novembre. Ciò consentirà per quasi tutta la primavera e l’estate la circolazione dei battelli turistici che attualmente sono appoggiati sul letto del fiume nei pressi del ponte pedonale di Gaggiano.

Le asciutte come è noto sono indispensabili per mantenere l’efficienza e la sicurezza dei canali, per riparare le sponde eventualmente franate, per recuperare il degrado dopo anni d’incuria, per limitare l’espansione delle erbe palustri che si trovano sul fondo e scongiurare il rischio che i canali possano diventare paludi ed evitare di giungere a situazioni di degrado tali da compromettere la funzionalità dei canali stessi.

Il Naviglio Grande è un canale artificiale derivato dal fiume Ticino presso Tornavento, che termina nella Darsena di Milano dopo un percorso di circa 50 chilometri con un dislivello di 33 metri: è stata la prima opera del genere a essere realizzata in Europa e storicamente è il più importante dei Navigli milanesi, nonché una delle grandi infrastrutture di ingegneria che sin dall’Alto Medioevo caratterizzavano il territorio lombardo con strade, ponti e irrigazione,  consentendo lo sviluppo dei commerci, dei trasporti e dell’agricoltura.

Le origini del Naviglio Grande risalgono al XII secolo, quando nel 1179 venne prolungato il Ticinello , costruito anni prima per dividere il territorio di Milano da quello di Pavia, alleata del Barbarossa, da Abbiategrasso a Milano.

Il Naviglio divenne navigabile solamente nel 1272, quando furono terminati i lavori di ampliamento e abbassamento del fondale ordinati dal podestà Benno de’ Gozzadini. Da quell’anno così il Naviglio Grande fu percorso da una flottiglia di barche che, con i loro carichi, rivoluzionarono vita e abitudini di una vasta regione.

Da Milano infatti, con l’impiego di “barconi” chiamati cagnone, mezzane o borcelli a seconda delle dimensioni e delle portate, risalivano verso il Lago Maggiore e la Svizzera sale, grano, vini, tessuti, letami e ceneri; a Milano invece giungevano ciottoli, mattoni, creta, sabbia, ghiaia, paglia e fieno dal bacino del canale e, dal Lago Maggiore, graniti, beole e pietre da costruzione, calce carbone, legna, pesce e soprattutto i famosi marmi di Candoglia. Il Naviglio Grande fu infatti una sorta di autostrada privilegiata per trasportare i pesanti blocchi di marmo che venivano prelevati dalle cave di Canfoglia, situate sul fiume Toce, per esser poi lavorati ed utilizzati per la costruzione del Duomo di Milano (dal 1385 in poi).
La grandiosa cattedrale in realtà, secondo lo stile gotico lombardo, doveva essere in mattoni; tuttavia, Gian Galeazzo Visconti, che voleva per la sua capitale un monumento superbo, si accordò con l’arcivescovo di Milano per una costruzione in marmo, per non esser da meno alle grandi cattedrali europee del tempo. Infatti, per questo motivo, il Duca mise a disposizione della Fabbrica del Duomo le sue cave di Candoglia, che donerà poi alla Fabbrica, e nel 1388 concesse il diritto al trasporto dei marmi esente da pedaggi, dazi e gabelle per tutto quanto sarà necessario all’edificazione della “sua” Cattedrale.

Inizialmente i barconi arrivavano a Milano fino al laghetto di S. Eustorgio (il porticciolo medievale in uso prima della creazione dell’attuale Darsena di Porta Ticinese) a circa due chilometri dal Duomo, pieni di migliaia di tonnellate del prezioso materiale, percorrendo così l’ultimo tratto via terra.  Dal ‘400 tuttavia, vennero inventate le prime conche di navigazione; si dice inoltre che i primi inventori furono proprio degli architetti e ingegneri della Fabbrica del Duomo, tra cui Filippino degli Organi, che nel 1439 creò la Conca di Varenna. Il sistema delle conche di Navigazione fu in seguito perfezionato dal genio di Leonardo da Vinci.

L’ultimo barcone del Naviglio Grande, che portava a Milano la ghiaia dalle cave dell’ Alto Milanese, navigò per l’ultima volta nell’anno 1979. Con l’entrata in vigore del divieto di navigazione, il canale perdeva per sempre così la sua funzione di “strada d’acqua” dopo che per secoli aveva “costruito” Milano, trasportando numerosi materiali, frutta e verdure delle campagne che irrigava ed i marmi di Candoglia.

G. M.

 

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